Parliamo di nuovo del lavoro da remoto, del lavorare da casa. Oggi infatti, grazie alle nuove tecnologie, sempre più persone hanno la possibilità di lavorare da casa, o da altri posti… da dove preferiscono insomma! E non è una cosa che capita soltanto nelle startup perché sempre più aziende adottano questa strategia. Forse magari in Italia, in Europa siamo ancora un po’ restii perché è sempre forte il concetto di ufficio però, in altri paesi come gli Stati Uniti, ci sono stati dei casi, come quello di WordPress, in cui hanno chiuso l’ufficio perché non ci andava nessuno. Anche qui a Dublino mi è capitato delle volte di incontrare delle persone che lavoravano da remoto e nell’azienda per cui lavoro abbiamo la possibilità di lavorare da casa di tanto in tanto.

Ora, lavorando da remoto è chiaro che le differenze di organizzazione tra i vari membri di un team vengono in qualche maniera accentuate perché, non essendo uniformati da un contesto di ufficio, ognuno tende ad organizzarsi come meglio crede. Va da sé che si sviluppano diverse categorie di lavoratori. Vediamone alcune.

Sicuramente al numero 1 abbiamo lo stakanovista, quello che lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Quello che si alza la mattina, esce dalla sua camera, va in soggiorno e inizia a lavorare fino a quando non si fa sera. E non importa che sia sabato, domenica oppure un giorno di festa. Lui è sempre lì, pronto a rispondere a qualsiasi email o a qualsiasi telefonata.

Al secondo posto abbiamo il lavoratore distratto, quello che nel contesto casalingo non riesce proprio a tenere l’attenzione. Apre un’email, guarda una pagina su Facebook, poi magari va in cucina, prende qualcosa dal frigo e poi torna davanti al computer. Ancora un’email, una pagina della Gazzetta dello Sport e magari un messaggio su Whatsapp. Insomma non riesce proprio a concentrarsi e magari arriva a fine giornata che ha prodotto molto meno del dovuto. Anche se, se ci sono dei target da raggiungere, questo gli comporta di stare più tempo davanti al computer. Insomma, magari in quel caso sarebbe meglio andare a lavorare in un co-working.

Discorso completamente diverso per il numero 3: il lavoratore multitasking, che personalmente forse è quello che mi rappresenta di più. Cioè quello che lavora con 2 browser con 5 tabs per browser aperte… e poi magari aggiungiamo qui 3/4 tools. Così, per non
farci mancare nulla. Questo tipo di persone riesce sempre a fare tutto nei tempi e nei modi richiesti.

Numero 4: il mago del time management. Quello sempre in fissa con il calendario. Ha sempre quelle 2/3 applicazioni per gestire il suo tempo e solitamente lo gestisce in slot da 15, 30 e 60 minuti. Se vuoi un consiglio: mai sgarrare con una persona così.

Numero 5: l’uomo di squadra. Quello che solitamente in ufficio è l’uomo dello spogliatoio, fa da collante del team. Però, lavorando da remoto, non può stare lì ad invitarti un caffè oppure a chiacchierare riguardo la partita della scorsa domenica. E allora cosa fa? solitamente è quello che manda dei messaggi, delle email off-topic al resto del team. Quando può usare i canali aziendali per il suo gioco perverso lo fa tranquillamente, altrimenti utilizza dei canali esterni. Ad ogni modo è quello che, solitamente, alle cene di lavoro è più benvoluto.

Infine, numero 6: il super manager. Quello che riesce a fare tutto quello che gli viene richiesto, a prevedere tutto quello che gli verrà richiesto e a farlo in anticipo, e che apparentemente sembra lavorare meno tempo degli altri. Che mi ricorda un poco il ragazzino che a scuola prendeva sempre 10 e tu non lo vedevi mai studiare. E ti chiedevi: “ma come fa questo?” Anche perché magari avevi passato le ultimi tre serate della tua vita a studiare fino a tardi educazione tecnica. Più o meno, alla storia si ripete. Sono persone che magari hanno dei figli, eppure riescono a fare sport, a fare dei corsi, ad uscire la sera. Persone che hanno mille interessi e che poi lo vedi cosa fanno, perché magari li hai su Facebook o su altri social media. Nonostante ciò, quando si parla di lavoro, sono sempre lì, perfetti, puntuali. Anzi, sono sempre un passo avanti.

E tu lavori da casa? quale di questi profili di rispecchia? magari scrivilo nei commenti, sono un curioso di vedere quali risposte escono fuori!

 

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Giovanni Maieli

Specialista in Digital Marketing, Vlogger, Imprenditore. Appassionato di Retrogaming. Vivo a Dublino, dove gestisco il Marketing Digitale di una Software (SaaS) Company. Il mio cane, Argo, è la versione portatile di Falkor de La Storia Infinita.

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