Recentemente, mentre ero in Italia, ho realizzato che sono già passati due anni da quando mi sono trasferito in Irlanda e quindi ho cominciato a tirare un po’ le somme e fare qualche paragone. Voglio quindi approfittare di queste pagine per rispondere a tutte quelle persone che, nonostante siano passati due anni da Road to Dublin, continuano a farmi delle domande su come si vive in Irlanda.

Ad oggi posso tranquillamente dividere questa esperienza in due aspetti: quello della carriera e quello della qualità della vita. Partiamo proprio da quest’ultimo: la qualità della vita.

Proviamo ad analizzare la qualità della vita secondo questi cinque parametri. Cinque aspetti che in Italia hanno un peso particolarmente elevato:

  • Casa
  • Macchina
  • Cibo
  • Clima
  • Sanità

La casa per un italiano è qualcosa di importante. In Italia appena abbiamo due soldi da investire la prima cosa che facciamo è comprare casa. Siamo una delle nazioni dove, in assoluto, si investe di più sugli immobili e quando si ha la possibilità, si ha la fortuna di avere una casa di proprietà, cerchiamo sempre di avere degli standard piuttosto elevati. C’è sempre quel concetto di investire su qualcosa che rimane, su qualcosa che un domani lascerai ai tuoi figli, su qualcosa che comunque rimane in famiglia. La differenza con Dublino e con l’Irlanda è che tutto questo praticamente non esiste. La qualità delle case, in generale, è piuttosto scadente e difficilmente raggiunge livelli decenti. Inoltre, c’è una forte domanda che non riesce ad essere il soddisfatta, tant’è vero che qui si dice che sia molto più difficile trovare una casa che trovare lavoro. La conseguenza di tutto questo è che i prezzi degli affitti sono alti e stanno continuando ad aumentare. Parliamo anche di 2000 euro al mese per un appartamento. E no, non sto parlando dell’attico in centro. A questo aggiungi che è difficile trovare un bagno decente e non solo per la mancanza del bidet ma, a volte, proprio per la mancanza delle finestre o, comunque, di un sistema di areazione della stanza. Ho visto bagni che sembravano la Bat Caverna! Devo dire che avere difficoltà a trovare una casa decente nonostante uno stipendio più che dignitoso è una cosa che alla lunga diventa frustrante.

Un’altra cosa che noto quando vado in Italia è che la maggior parte delle auto sono nuove. Diciamo comprate negli ultimi cinque anni, e la maggior parte delle quali ha diversi optional. Qui a Dublino, invece, le cose sono completamente diverse perché la maggior parte delle auto in circolazione ha più di dieci anni. Praticamente sembra di tornare al 2006, quando l’Italia ha vinto i mondiali! Questo perché in Irlanda esiste una tassa di registrazione che equivale al 25%-30%, a volte anche 35% del prezzo di listino dell’auto. Ciò significa che un’auto che in Italia paghi 10.000 euro, qui può costare 12.500/13.000 euro. La stessa identica auto. A questo aggiungi che i parcheggi sono carissimi. In alcuni punti della città possono arrivare a costare persino 3 euro l’ora. Di conseguenza moltissime persone preferiscono i mezzi di trasporto pubblico, il bike sharing o il car sharing e il mercato delle auto si è letteralmente fermato, almeno dal 2008 al 2015, ed è praticamente tornato agli stessi livelli degli anni 90. Negli ultimi due anni, invece, grazie anche agli sconti e alle promozioni fatte dalle case automobilistiche, il numero delle vendite è tornato a crescere. Ma avere un’auto a Dublino è comunque un inferno.

Per quanto riguarda il fattore cibo, la cosa che forse ti manca di più quando non sei in italia è la frutta e la verdura. Perché qui sei costretto inevitabilmente a comprare dei prodotti importati e, chiaramente, il gusto non è assolutamente lo stesso. Per quanto riguarda la carne, soprattutto la carne di manzo, non gli si può dire niente, perché sono tra i migliori manzi al mondo. Ciò non toglie che poi, dopo un po’, si inizia a sentire la mancanza dei nostri sapori, dei nostri affettati, dei nostri formaggi.

Per quanto riguarda il clima, l’Italia è difficile da battere. È vero che molte regioni passano da temperature molto fredde a temperature molto calde durante il corso dell’anno. Infatti generalmente ci si lamenta che o fa molto freddo, o fa molto caldo. In Irlanda, in linea di massima, c’è una sorta di perenne autunno. Non c’è assolutamente l’escursione che abbiamo in Italia. Si passa da 5°a 19°. Grado più, grado meno. All’interno della stessa giornata può cambiare il tempo anche dieci volte e la pioggia è sempre in agguato. Non è una pioggia pesante, ma una pioggia leggera, costante. È inutile dire che, soprattutto nei mesi estivi, la mancanza del sole si sente.

Infine il sistema sanitario. La sanità: tanto bistrattata quando siamo in Italia ma, fondamentalmente, uno dei sistemi migliori del mondo. Primo, perché i nostri medici (e chi ha studiato medicina lo sa) non fanno gli esami con le crocette, ma si fanno veramente un mazzo così. Ma, soprattutto, perché la sanità è un diritto di tutti. Non sei costretto a fare delle assicurazioni integrative se vuoi stare più tranquillo. Qui avere l’assicurazione sanitaria, data magari dal datore di lavoro, è uno dei benefit più ambiti. Una visita medica o una visita al pronto soccorso può costarti tra i 60 e i 100 euro. Un letto di ospedale può superare i 1.000 euro al giorno.

Quindi, se devo confrontare questi due paesi sotto l’aspetto della qualità della vita, non c’è paragone. Ora, però, guardiamo l’altra faccia della medaglia, ossia il lavoro e la carriera.

C’è da dire una cosa. L’Irlanda sta uscendo fuori dalla crisi non perché gli irlandesi siano particolarmente bravi. L’intero sistema si basa fondamentalmente su due elementi: una tassazione particolarmente vantaggiosa e il fatto che sia un paese di madrelingua inglese. La tassazione per le aziende al 12,5% ha fatto in modo che moltissime multinazionali aprissero i loro uffici qui in Irlanda, investendo considerevolmente in città come Dublino e portando al loro interno enormi quantità di lavoro. Il tutto agevolato da una burocrazia che funziona particolarmente bene ed è molto semplice e veloce. In più è in lingua inglese! E questo non riguarda solo Dublino. Coinvolge anche città più piccole come Cork, che ha gli stessi abitanti di Rimini e che ospita 140 multinazionali che hanno aperto i loro uffici lì e che danno lavoro a 30.000 persone.

Tuttavia, se dovessimo limitare il prodotto interno lordo dell’Irlanda soltanto alle aziende irlandesi, il paese non sarebbe affatto fuori dalla crisi. Infatti si passerebbe da 275 miliardi di euro a 190 e, in mezzo a tutto questo business, ci sono migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Europa, con delle competenze straordinarie, che lavorano e vivono qui. E che vivendo qui e spendendo parte del loro stipendio qui, creano ovviamente un indotto, mentre quella che era la classe media irlandese non riesce ancora ad avere lo stesso stile di vita che aveva prima del 2008. Per cui, sembra un paradosso, i giovani irlandesi emigrano all’estero, mentre i giovani italiani, i giovani europei, arrivano qui e, spesso e volentieri, nel giro di sei mesi, un anno, due anni, riescono a fare delle esperienze di lavoro importanti. Di un livello molto più alto di quello che avrebbero potuto raggiungere nel loro paese. Tra l’altro, con degli stipendi medi più alti della maggior parte dei paesi europei. Basta pensare che il reddito medio annuo in Italia è di 20.000 euro e in Irlanda è di 35.000. Inoltre, bisogna aggiungere che qui non è assolutamente obbligatorio aprire una partita IVA se non si raggiungono determinati fatturati ossia 37.500 euro per quanto riguarda la vendita di servizi e 75.000 euro per la vendita di beni. Parliamoci chiaro: in Italia c’è un sacco di gente a partita IVA che queste cifre non le raggiunge.

Quindi meglio puntare sulla carriera o è meglio focalizzarsi sulla qualità della vita? Fondamentalmente dipende da quello che vuoi tu.

E tu cosa ne pensi? rinunceresti alla qualità della tua vita per fare carriera? o magari hai già fatto quest’esperienza? se ti va di raccontare la tua storia scrivila pure nei commenti!

 

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Giovanni Maieli

Specialista in Digital Marketing, Vlogger, Imprenditore. Appassionato di Retrogaming. Vivo a Dublino, dove gestisco il Marketing Digitale di una Software (SaaS) Company. Il mio cane, Argo, è la versione portatile di Falkor de La Storia Infinita.

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